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EBOOK TREND WEEKLY
n.5
Like ETW #5, Ebook e Biblioteche on Facebook
Introduzione
Loreto, 28 febbraio 2011

Ci siamo. Ancora pochi giorni, e siamo finalmente a Ebook Lab Italia 2011 (dal 3 al 5 marzo 2011). Io sarò lì per tutto il tempo, naturalmente, e chi di voi verrà si ritenga obbligato a cercarmi e a prendere un caffè con me.
Ah, vi ricordo che non è ancora troppo tardi per iscriversi con lo sconto del 10% (selezionando "Riduzione Social Clubs" nel modulo di iscrizione).

Oggi voglio parlarvi di ebook e biblioteche. E voglio farlo per mettervi a parte della confusione che regna nella mia testa a questo proposito.
Antonio Tombolini
 
Ebook e Biblioteche (complicato anzichenò)
Ebook e Biblioteche
Intanto inquadriamo il tema: le pubbliche biblioteche non ci stanno a rimanere fuori dal dibattito e dalle dinamiche di mercato messe in moto dal fenomeno ebook su tutta la filiera editoriale. E anzi, forti della professionalità specifica dei bibliotecari, cercano di affrontare il tema ebook da protagoniste, molto più di quanto per ora (sbagliando, secondo me) stiano facendo i librai.

Di mestiere le biblioteche comprano libri che poi prestano gratuitamente ai cittadini che vogliono leggerli. Il deal tra biblioteca e utente è chiaro: l'utente riceve in lettura un libro gratis a patto di restituirlo entro un certo periodo.
 La gestione dei libri è complessa: bisogna comprarne molti, il più possibile, senza sapere quali poi verranno effettivamente richiesti e quali no. Succederà dunque piuttosto spesso che il cittadino chiederà libri che non ci sono (perché non comprati, o perché la copia comprata è in prestito a qualcun altro), e che molti libri effettivamente comprati non vengano di fatto richiesti da nessuno: uno spreco.
Non solo: i libri si accumulano, richiedono spazio crescente e manutenzione, e occorre inseguire l'utente che - anche quando onesto, cioè quasi sempre - comunque rischia di dimenticare le scadenze di restituzione ecc... Insomma, una gestione assai costosa e sempre meno sostenibile, almeno per le biblioteche pubbliche.

Che cosa può significare per le biblioteche passare al digitale, o in altre parole: che cosa significa per una biblioteca prestare un ebook?

La domanda è più insidiosa di quanto possa sembrare a prima vista, per una serie di ragioni, che provo ad accennare.

Prima questione, i diritti. Alcune biblioteche stanno acquistando, in totale buonafede, gli stessi ebook che comprano i privati cittadini, dagli ebook store commerciali, solo che poi li usano per prestarli n volte gratuitamente a chi li richiede. Ma questo non è legale: quando vede un ebook l'editore in realtà vende una licenza ben precisa, e in questo caso una licenza di uso strettamente personale, che ovviamente esclude la possibilità di prestare gratuitamente quel libro a chicchessia. Fino a quando gli editori accetteranno questo stato di cose? Semplice: fino a quando il prestito bibliotecario degli ebook non assumerà proporzioni rilevanti. Negli Stati Uniti le biblioteche non possono acquistare ebook come può fare un privato cittadino, ma debbono ottenere una specifica licenza. Uno degli editori più grandi, MacMillan, non concede ancora i propri ebook alle biblioteche sostenendo che è ancora alla ricerca di un business model adeguato. Ed è notizia di questi giorni che HarperCollins cambierà i termini della licenza riservata alle biblioteche, limitando a 26 singoli prestiti l'utilizzo di ogni singolo ebook: dopo i 26 prestiti occorrerà riacquistarlo. Perché proprio 26? Josh Marwell, direttore vendite di HarperCollins, dice che "the 26 circulation limit was arrived at after considering a number of factors, including the average lifespan of a print book, and wear and tear on circulating copies."

Da noi? Da noi, in Italia, nessuno si è ancora posto il problema.

Ma c'è di più. No, non riguarda i DRM: dirò subito infatti che per quanto mi riguarda, nel caso del prestito, non troverei nulla di male nell'utilizzare i DRM a tempo, per far sì che il file dato in prestito diventi inutilizzabile al termine del periodo stabilito. C'è infatti uno scambio equo: il prestito è gratuito, e in cambio l'utente sa che l'ebook ha quella durata, e il DRM che lo fa scadere automaticamente risparmia a lui la fatica di doverlo restituire, e alla biblioteca i costi di gestione del recupero.

Il vero problema è un altro: che senso ha che le biblioteche debbano continuare, per quanto riguarda gli ebook, a comprarli per tenerli sul loro scaffale virtuale in attesa di richieste? Non sarebbe più corretto far pagare alle biblioteche - da parte degli editori - una cifra fissa ad ogni atto di prestito, una sorta di pay-per-read? Ogni biblioteca infatti potrebbe comunque esporre tutti gli ebook esistenti e resi disponibili dagli editori, con tutti i loro metadati, senza necessità di comprarli, evitando così gli inevitabili sprechi derivanti dall'acquisto di titoli che nessuno chiederà mai. Inoltre la biblioteca potrà sempre evadere qualsiasi richiesta: se l'utente richiede un ebook già dato in prestito ad un altro utente, non dovrà che attivare una seconda licenza (pay-per-read) sullo stesso titolo, rendendolo disponibile anche per il secondo utente. Insomma, un catalogo completo, tutti gli ebook sempre disponibile per tutti e niente soldi sprecati nell'acquisto di titoli che nessuno chiederà mai: non sarebbe questo il modello più efficiente, quello che consentirebbe di cogliere davvero i vantaggi del digitale rispetto al mondo dei libri di carta?

Sono (quasi) sicuro che nei ragionamenti che ho fatto, su un mondo che conosco troppo poco  (se non da antico utente) come quello delle biblioteche, ci siano un sacco di errori ed ingenuità. Per questo cerco di approfondire l'argomento in tutti i modi che posso. Per esempio sollecitando voi che mi leggete ora a farmi sapere cosa ne pensate.
 
Post Scriptum
Su Linkedin abbiamo creato un gruppo aperto per Ebook Lab Italia, ad uso di chi verrà e di chi non potrà venire, dove è possibile, in questa fase e anche durante l'evento inserire le proprie domande per tutti i relatori. Dopo l'evento raccoglieremo lì presentazioni, discussioni, ecc...
   
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