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Il recente studio della Oxford Economics dedicato all'impatto economico delle OTA in Italia è sostanzialmente la narrazione della crociata di Booking.com in uno dei territori più pregiati del turismo mondiale.
The economic impact of OTAs in Italy (riferito al 2015) può essere letto in due modi: il primo come l'inno all'efficacia e alla necessità dell'intermediatore su un mercato assai difficile; il secondo modo, meno epico, è l'inno alle criticità del sistema italiano.

Tre passaggi sono significativi e interpretabili, io la vedo così: 
- non credo sia opportuno sostenere che l'impatto addizionale delle OTA sia tutto effettivamente addizionale, se parte del fatturato è generato da click sponsorizzati che spostano traffico dai brand degli hotel alla piattaforma di prenotazione non è "addizionato" ma spostato;
- l'altro, più preoccupante, è che la presenza delle OTA ha ridotto i ricavi medi degli hotel - in maniera minore per le catene alberghiere - in maniera significativa per le strutture indipendenti. Spesso, gli operatori meno formati abbassano i prezzi sulle OTA dimenticandosi di fare lo stesso al telefono o sul sito proprietario, di fatto riversando traffico sulle OTA che ancora non creano valore ma, al limite, lo recuperano e lo spostano sui canali meno redditizi, in particolare con l'avvento dei comparatori;
- il terzo è la mia fissazione, l'Italia è uno dei paesi più intermediati al mondo per la sua eccezionale frammentarietà e per la piccola dimensione dell'offerta dell'ospitalità. Altro che unicità, piccolo è bello, fari, trenini, experience e storytelling, bisogna parlare di industria. Il 20% del fatturato se ne va per una sostanziale incapacità operativa a livello di politiche tariffarie e competitività in generale. Mentre gli intermediari, quelli sì, che sono un'industria.

Mi potrò anche sbagliare ma le stesse sensazioni relative alla costosa frammentarietà dell'offerta le rilevò Lorraine Sileo Senior Vice President, Research di Phocuswright già a BTO 2015. Sui vantaggi delle catene alberghiere e sulle problematiche relative alle cattive pratiche delle politiche tariffarie usate dai gestori (in misura maggiore indipendenti) potete trovare spunti e ispirazione per ragionare anche nel Report on the monitoring exercise carried out in the online hotel booking sector by EU competition authorities in 2016.

Sulla questione più ampia della competitività del sistema turistico nazionale potete ragionare sul terzo paper che propongo in questa newsletter e che è stato analizzato da Antonio Pezzano nel post fresco fresco dedicato all'edizione 2017 del rapporto del World Economic Forum (WEF) sulla competitività turistica dei paesi.

Mentre si parla di atteso boom per le prossime vacanze in tutte le città e destinazioni italiane non mi resta che augurarvi, a nome di tutti noi di Officina Turistica, una buona Pasqua e una meravigliosa stagione estiva.

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Robi Veltroni
Venditore di camere
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