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Febbraio 2015
News On Line - Anno V numero 8
Responsabile Stefano Bagnasco
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In Questo Numero

  • L'Editoriale
  • Cosa abbiamo fatto a Febbraio
  • Cosa dobbiamo fare a Marzo
  • LCAA per il suo Territorio

E ancora

  • I prossimi appuntamenti
  • I nostri Amici
  • In giro per ... il nostro passato con il Prof. Alessio Varisco
  • Vagabondo per il mondo

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L'EDITORIALE
 

Il contagio delle idee

 

... e allora invece di parlarne sempre e solamente, facciamolo!


Il contagio delle idee continua e, fortunatamente, non ne sono immune! Fino all'arrivo della rivista distrettuale questo editoriale era dedicato ad un altro argomento di analisi, non solo lionistica ma che interessa tutti gli aspetti della società. Leggendo gli articoli che più o meno direttamente si rifanno alla scelta del SVDG, ed andando con la mente a quelli comparsi precedentemente anche sulla rivista del Multidistretto, possiamo notare come un tema che può essere affrontato, discusso e condiviso con largo anticipo, diciamo come minimo almeno un paio di anni prima, finisca per essere oggetto di argomentazione a ridosso del suo svolgimento. Ma questo è un'attitudine italica e succede ad esempio anche per le tornate politiche, amministrative o comunali. L'argomento è serio ed importante e non va semplicemente affrontato dicendo che questo o quel sistema è ormai vecchio, non serve più e va modificato (normalmente le voci di questo coro sono quelle di chi ha già ricoperto o sta ricoprendo incarichi per cui vorrebbe cambiare le regole): ci vuole un'attenta analisi del tessuto su cui si vogliono modificare le regole, delle mutate dinamiche socio-politico-economiche che hanno sicuramente variato gli equilibri sul territorio in una maniera più veloce di quanto fosse prevedibile. Insomma è necessario ragionarci sopra, ascoltando sia l'esperienza di chi la possiede e gli viene riconosciuta sia le voci di chi, e ricordiamoci che sono sempre i più, eleggerà i propri rappresentanti o, come in realtà accade molte volte, crederà di farlo. Tornando nello specifico abbiamo la fortuna, molto raramente però, di avere almeno due candidati tra cui scegliere. E questo è un bene per l'Associazione. Quello che manca ancora nella nostra cultura, e questo pensiero aveva avuto una parte importante qualche settimana fa in una riunione operativa sull'argomento, è il confronto-dibattito in diretta tra i Candidati per rispondere alle domande e per avere un filo diretto con chi dovrà collaborare nel periodo successivo.
L'IPDG Dabormida auspica fortemente tale attività in un suo passaggio sulla rivista. Io ne sono entusiasta e lo la accetto fin d'ora dichiarando la mia totale disponibilità perché ciò si possa realizzare, ad incontrarci per la definizione delle regole del confronto e indicando quale possibile "conduttore" delle serate il vice direttore di LIONS Luca Nota, non potendo chiedere a Gimmi Moretti, direttore "super partes" della rivista questo impegno. Speriamo ... qualcuno si lasci contagiare!
Cosa abbiamo fatto a Febbraio
 

Incontro con i soci

 

Riunione tra soci per deliberare le ultime cose prima della fine dell'anno


Lo scorso 26 febbraio abbiamo definito le ultime date per il calendario di questo anno sociale che volge al termine. Tra le decisioni assunte sono state fissate la data della Charter Night e quella per la pre elettorale e la elettorale che ci consegnerà il nuovo direttivo per l'anno prossimo.
Cosa faremo a Marzo
 

Preelettorale, Elettorale e Charter con il LC Tunisi Doyen

 

Con un service in aiuto ai Bambini della Notte affetti da Xeroderma Pigmentosum (XP Patient Support Group)


Definita la squadra del prossimo anno da parte di Savino Di Bari, che sarà il nuovo presidente votato il 26 di marzo prossimo ci si è concentrati sulla Charter del LC Tunisi Doyen che è collegata ad un service in aiuto ai Bambini della Notte affetti da Xeroderma Pigmentosum (XP Patient Support Group) che vede la partecipazione del LC Tunisi Doyen, dei Leo Clubs Coralys e Sunshine del Lions Club Schio (108TA1 Italia) e del LC Asti Alfieri (108Ia3 Italia), del LC Paris Necker Pasteur (France 103 IdeF Paris) e del LC Rennes Centre (103 Ouest) oltre al Distretto France 103 Est. In particolare il service vede la sostituzione progressiva delle lampade ad incandescenza e neon con lampade LED non emettitrrici di raggi UV, poiché i Bambini della Notte necessitano di una adeguata protezione non solo all’esterno ma anche a casa loro. Più precisamente sostituiremo queste lampade presso 300 famiglie, che contano 467 bambini ammalati (3 lampade LED per camera, 2 camere per abitazione) con un impegno complessivo che rappresenta l’acquisto di 1800 lampade per un investimento di Dinari tunisini 34.200  (circa USA $ 19.542). Per avere maggiori informazioni sulla XPS clicca qui
In giro per ... il nostro passato
 

Storie di Cavalieri raccontate dal Prof. Alessio Varisco

 

Socio Onorario del Club ed esperto in Antropologia dell'Arte Sacra, Alessio, perché è così che lo conosciamo, ci condurrà in un cammino che, seppur dalle sfumature fiabesche, è la nostra storia


San Pietro in Consavia 
Il Priorato di Lombardia, quartier generale dei Cavalieri di Malta nell’Italia nordoccidentale


Come già annunciato nella bulla approbationis et confirmationis Paschalis II -la famosa “Piae postulatio voluntatis” celebrata nell’ottobre 2013 dal Lions Club “Alfieri” nel nono centenario dall’istituzione canonica dell’Ordine di San Giovanni Gerosolimitano- Asti era l’unica città -su sette italiane- dell’Italia settentrionale presente nel riconoscimento della Religione Ospitaliera da parte di Sua Santità Pasquale II. Tutto ciò conferma l’importanza del nostro centro urbano, crocevia di vie di fede, di pellegrini e Cavalieri. L’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme -essendo un Ordine Militare, come i Templari ed i Teutonici- si divise per “lingue” (che corrispondevano più o meno con le nazionalità: Provenza, Alvernia e Francia, Italia, Germania, Inghilterra e Spagna), suddivise in “Priorati”, che a loro volta raccoglievano numerose precettorie giovannite (“domus hospitalis”, caserme-conventi e residenze con beni fondiari nei paesi in cui l’Ordine possedeva numerose strutture che servivano al sostentamento dei Cavalieri dapprima in Outremer, poi nell’Isola di Rodi e successivamente di Malta). Asti fu sede sin dal medioeovo del cosiddetto “Priorato di Lombardia”, gli altri della Lingua d’Italia erano: Venezia, Pisa, Roma, Messina, Capua e Barletta. Da ciò si evince che il blocco del nordovest era sotto sottoposto al comando piemontese; dal Prior Lombardiae dipendevano circa una sessantina di hospitia e precettorie distribuiti tra: Liguria, Lombardia, Piemonte ed Emilia. La caratteristica di questa suddivisione era che il Palazzo del Priore di questa suddivisione amministrativa delle strutture giovannite era presso l’antico complesso di San Pietro in Consavia che, oltre ad avere un ospedale per i pellegrini con una riproduzione del Santo Sepolcro -erroneamente indicato, a lungo tempo dagli storici, “il Battistero”-, consentiva al Priore di risiedere ad Asti che doveva, pertanto, essere un importante centro commerciale. Si pensi che la Langobardia -per i Giovanniti- aveva la sua capitale nella nostra città. Sappiamo che precedentemente sorgeva una chiesina dedicata al Santo Sepolcro, fondata da Landolfo di Vergiate -vescovo di Asti- che avendo partecipato alla prima crociata decise, similmente ai milanesi -che eressero Santa Maria Maddalena al Sepolcro, retrostante all’Ambrosiana-, di erigere un Tempio della Risurrezione. Anselmo -vescovo astigiano- nel 1169 concesse questo Santuario ad instar posto sulla via che conduce al “Camino” di Santiago de Compostella ai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme che avevano già un loro hospitium posto, come la chiesa, extra moenia; la chiesa fu ristrutturata ed ampliata e nel corso del XIII secolo modificò il titolo in “San Pietro di Consavia”. Questo complesso -comprendente il Palazzo del Priore, la riproduzione dell’Anastasis e l’ospedale per i pellegrini-, così come la struttura dei Templari, ospitò un importante capitolo dell’Ordine nel 1302. Nella seconda metà del XIV secolo fu eletto Fra’ Daniele del Carretto, nobile piemontese, Cavaliere giovannita che ricevette molte altre commende in territorio piemontese (Fossano ed in provincia di Torino e Alessandria) e persino a Benevento, mantenne questa struttura astigiana con cura sino ad ottenere -poco prima della morte- la più importante Commenda giovannita: quella di Cipro. Il complesso di San Pietro, però, si consolidò come sede fissa del Priorato soprattutto a partire dal secolo successivo. È nel Quattrocento che registriamo i maggiori lavori operati da Fra’ Giorgio di Valperga -allora Prior- che provvide alla edificazione presso la Rotonda dell’antistante aula quadrata che presenta nell’incrocio delle quattro vele l’arme famigliare ed in cui nel 1467 fu sepolto. Fra’ Giorgio di Piossasco -il suo successore-, nonostante fosse impegnato nel “Convento” (sede del Principe e Gran Maestro) a Rodi, dispose che vi fosse sepolto Giovanni di Piossasco -un suo consanguineo- nel 1470; altrettanto compì fra’ Francesco della Rovere -il successivo priore- che nel 1490 ordinò che vi fosse sepolto Bernardino -suo nipote-: le lapidi di entrambi sono tuttora custodite. Nel corso del XV secolo il complesso giovannita di San Pietro subì una costante pressione da parte degli Sforza per assicurarsi lo spostamento della sede del “Priorato lombardo” in Milano; purtroppo le rivalse dei signori milanesi non ottennero esito positivo. I Cavalieri di San Giovanni di Rodi continuarono a mantenere il loro quartier generale in Asti, nei secoli successivi i “priori di Lombardia” continuarono ad aver sede nell’astigiano, sino alla soppressione napoleonica. Questa sede non fu mai dimenticata, occupava un ruolo centrale per i Cavalieri giovanniti, anche dopo il loro trasferimento nell’arcipelago melitense -da quello greco del Dodecaneso-; si pensi che Fra’  Angelo Felice Cacherano d’Osasco -ancora un  cinquantennio prima della conquista delle truppe napoleoniche nel settembre 1798, durante la “Campagna d’Africa”- quale “Gran Priore di Lombardia” ordinò che si provvedesse al restauro dell’intero complesso e scelse di farsi seppellire alla sua morte -che avvenne nel 1748, come confermano le lapidi-. Il Priorato di Lombardia fu inglobato, successivamente al Congresso restaurativo di Vienna del 1815, da parte dell’Ordine che non ottenne come, invece, promesso dagli inglesi l’isola di Malta, Comino, Cominotto e Gozo -che passarono alla corona degli United Kingdom-; per tale motivo oggi il Sovrano Militare Ordine di Malta, unico Ordine giovannita riconosciuto dal Vaticano, gode di extra-territorialità e di particolari privilegi presso la comunità internazione (all’ONU) e la Santa Sede. A partire dal secondo decennio del XIX secolo si costituì -su alcuni dei beni sottratti da Napoleone, tramite la soppressione degli Ordini Religiosi (e quindi anche dell’unica Sacra Militia, ultimo Ordine Sovrano superstite)- il cosiddetto “Gran Priorato di Lombardia e Venezia” che è l’aggregazione di due diversi “Priorati”: quello -astigiano- di Lombardia e l’altro di Venezia
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Prof. Alessio Varisco
Direttore Antropologia Arte Sacra
28 marzo 2015 - Charter LC Tunisi Doyen
26 marzo 2015 - XIV Meeting
Vagabondo per il mondo
 

Ora è in Brasile dove ha stretto nuove amicizie

 

E' partito il 22 marzo e lo seguiremo nel suo svolgimento che promuoverà la raccolta fondi per il morbillo e il progetto dell'Albergo Etico


Continua il viaggio di “Vagabondo per il mondo”: un’iniziativa in moto in solitaria che terrà occupato Mauro Dagna per i prossimi 2 anni e mezzo portandolo nei 5 Continenti e facendolo attraversare 70 Paesi per un totale di 120.000 km in sella ad una Honda Africa Twin. Un grande viaggio, ma soprattutto un progetto dai risvolti benefici. Il Vagabondo, nel suo girovagare per il mondo, incontrerà infatti 200 Lions Club con l’intento di raccogliere fondi per due importanti iniziative benefiche: la prima, promossa dalla LCIF, promuove la vaccinazione contro il morbillo in 49 Paesi nel mondo; la seconda, proposta dall’associazione Albergo Etico Progetto Download, intende costruire un albergo ad Asti dove persone affette da sindrome di Down troveranno la giusta collocazione lavorativa.
Lavazza sostiene quest’impresa, affinché il suo “ambasciatore di solidarietà” possa portare un messaggio di speranza in tutti gli angoli del pianeta. La moto di Mauro Dagna, infatti, è equipaggiata con una “A Modo Mio EspressGo”, la prima macchina a capsule da viaggio.
Vedi le foto dei primi incontri

Per saperne di più su questi due progetti visitate i siti internet 
www.vagabondoperilmondo.com
www.albergoetico.it
www.lcastialfieri.org
www.lionsclubs.org
www.lcif.org.
Dopo essere ripartito da Brasilia il 26 gennaio, Mauro Dagna ha percorso oltre 700 km per giungere a Belo Horizonte che con i suoi 2 milioni e mezzo di abitanti è la sesta città più popolosa del Brasile. La città è conosciuta in tutto il mondo per importanti eventi come il Festival Internazionale di Teatro, stage e Street (FIT-BH), Festival Internazionale del Cortometraggio e la letteratura Meeting Internazionale in portoghese. Ma è più nota come la “capitale nazionale di pub,” perché ci sono più bar pro capite che in qualsiasi altra grande città del Brasile.L’arrivo del «Vagabondo» uscita interesse nella redazione dei due giornali più venduti, «O Tempo» e «Supernotizia» che pubblicano lo scopo della missione, e il team di calcio del Cruzeiro, vincitore del campionato brasiliano del 2014, adottano Dagna. Non manca di assistere alla partita del Cruzeiro Esporte Clube, con il dirigente del Cruzeiro e amico Anisio Ciscotto. Dagna deve fare una tappa forzata a Belo Horizonte a causa del maltempo, ma così può incontrare il Console Aurora Russi, e andare a gustare il pesce con l’amico chef Raffaele Autorino. Dagna incontra a Crucilandia l’associazione che si occupa di persone diversamente disabili, e va a visitare le piantagioni di caffè brasiliane in compagnia degli amici della Fondazione Hanns R. Neumann Stiftung che si occupa di sviluppare il know-how tra i vari cafficultori della regione. Alla sua vista si presenta caffè, caffè e ancora caffè a perdita d’occhio nella “Fazenda da lagoa” in Santo Antonio do Amparo: 3500 ettari di cui 1700 coltivati a caffè di qualità arabica. Senza dubbio uno dei più grandi produttori di caffè brasiliani. (pubblicato su www.inmoto.it)

Nella foto a Brasilia nel Tour della città con l'Ambasciatore Italiano in Brasile Raffaele Trombetta

LCAA per il suo Territorio

 

La Torre Rossa

La Torre Rossa di San Secondo è una torre romanica di Asti. Narra la leggenda popolare che la torre sia stata l'ultima prigione del Santo Patrono della città (San Secondo) prima del martirio. La sua denominazione potrebbe derivare dalla colorazione della torre stessa o dalla famiglia De Rubeis, che sembra possedesse le proprie abitazioni nelle sue immediate adiacenze. Clicca per maggiori informazioni
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