Politiche, risorse e innovazione per la cultura

citta' e cultura

di Francesca Traclò e Carmine Pappalardo 

La città è la fabbrica della cultura, ma è anche il luogo della fruizione. Internet, la riduzione del costo delle tecnologie ha modificato il paradigma produttore – utente, verso un modello in cui in momenti diversi lo stesso individuo una volta crea, una volta fruisce del prodotto culturale.Pur tuttavia questo non ha sensibilmente modificato la geografia economica della produzione, né quella della fruizione, ma al contrario come rileva Saskia Sassen “L’affermazione del modello della città globale ha accelerato un processo di concentrazione economica ma anche culturale. La città globale è oggi l’unico spazio dove puoi trovare un miscuglio di culture […].  La sfida da affrontare consiste nel riuscire a far sì che la cultura informale entri negli spazi formali e più strutturati, […] quelli riconosciuti ufficialmente dalle elites. La cultura nelle città globali presenta molte diversità che esercitano un impatto diretto sulle imprese che ogni giorno danno un valore economico al design e alla creatività.”

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i fondi strutturali per la cultura in italia: per il patrimonio, oltre il patrimonio

di Flavia Barca

Secondo il documento realizzato dalla DG Regional Policy dal titolo “Cohesion Policy 2007-2013: Culture”  il  budget totale della Politica di Coesione 2007-2013 ammonta a  347 miliardi di euro euro;  di questi 5,9 miliardi (l’1,7%) sono stati programmati per essere destinati alla cultura.
In particolare, 3 miliardi di euro sono stati programmati per il tema prioritario “Protezione e conservazione del patrimonio culturale” (cod. 58), mentre 2,2 miliardi di euro sono stati destinati al tema “Sviluppo di infrastrutture culturali” (cod. 59) e 775 milioni per il tema “Altri aiuti per il miglioramento dei servizi culturali” (cod. 60).
Per ciò che concerne l’Italia, il budget di previsione dei Fondi Strutturali ammonta a 28 miliardi di euro, dei quali 800 milioni (il 2,9%) sono stati destinati alla cultura.

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memoria e futuro. tecnologie per il patrimonio culturale

INAUGURAZIONE 11 DICEMBRE 2012, PRESSO L'ARCHIVIO DI STATO, L'AQUILA

Alla ricchezza italiana universalmente riconosciuta che si fonda sulla qualità e quantità del Patrimonio Culturale, si affianca un tesoro forse meno noto, che le corrisponde pienamente e degnamente: quello della ricerca e dell’innovazione applicata al patrimonio culturale.
La mostra Memoria/Futuro. Tecnologie per il patrimonio culturale, nasce, nell’ambito di un progetto più ampio, dal tavolo di concertazione Miur-Mibac quale contributo italiano per la  discussione di un’agenda europea di ricerca della JPI Cultural Heritage.
La  mostra è un viaggio non esaustivo attraverso le tecnologie che ci aiutano a conoscere, a tutelare, conservare,  valorizzare, gestire e fruire il patrimonio culturale, garantendo così un futuro alla memoria collettiva.  L’obiettivo è di dare giusto risalto alla ricerca, nella convinzione che questo sia un ambito strategico di intervento e uno strumento imprescindibile di politiche sociali, sostenibili ed inclusive sia a livello interno che internazionale. 

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europeana e il digitale: i nuovi sentieri della narrazione culturale

di Stefania Farsagli

In ambito culturale il web, le nuove tecnologie, l’audiovisivo sono strumenti insostituibili per esplorare ed approdare a nuovi e livelli di conoscenza, esperienza, memoria culturale. Per lasciare che la cultura si trasformi in un processo creativo capace di generare nuovi, più intelligenti e inclusivi prodotti culturali.
I processi di digitalizzazione, il web, l’audiovisivo ad oggi consentono, con relativa semplicità d’uso, di offrire un’identità narrativa ai contenuti culturali, aggregare e condividere oggetti, testimonianze, saperi e informazioni differenti, mettere a punto infinite narrazioni per tema, consentire un’intedisciplinarità ormai indispensabile nella fruizione del bene culturale.
Un primo passo nel favorire questi processi è stato fatto con le norme legate all’Agenda Digitale, sebbene, in ambito culturale, le misure previste risentano di un approccio generale che privilegia il processo di modernizzazione delle reti e delle infrastrutture volto ad approdare ad un mercato digitale unico basato su Internet veloce e superveloce e su applicazioni interoperabili, penalizzando al momento la qualità e la creatività dei contenuti che su questi reti devono viaggiare. 

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il ruolo degli istituti di cultura e lo sviluppo del paese: la dimensione digitale

L'Italia della cultura è anche l'Italia dei laboratori di ricerca, delle imprese, dei movimenti sociali e politici e di tutte quelle realtà che hanno scandito il ritmo profondo della modernizzazione del Paese. L’Associazione degli Istituti di Cultura Italiani (www.aici.it) custodisce questi patrimoni, oggi più che mai necessari per ripensare il passato, descrivere il presente e progettare il futuro del nostro Paese. Gli archivi degli oltre cento Istituti culturali permettono di radicare la storia del nostro Paese in fonti librarie e archivistiche di fondamentale importanza per narrare le molteplici storie che hanno plasmato la complessa identità italiana. Gli Istituti coprono tutte le realtà territoriali e si configurano come una struttura plurale, capace di unire alla conservazione dei beni librari e archivistici, la  promozione di attività culturali diffuse e di grande rilevanza. D'altro canto, tali Istituti hanno contribuito in maniera decisiva alla nascita di una cultura politica europea e molto possono offrire per il suo rafforzamento.

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Pubblicazioni OCSE

La Fondazione Rosselli è dal 2006 la prima istituzione scientifica privata a gestire direttamente la prestigiosa Biblioteca dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico OCSE, generalmente ospitata solo presso enti nazionali o parlamentari membri dell’istituzione.

Per maggiori informazioni sulla Biblioteca OCSE presso la Fondazione Rosselli.

 

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Archivio Rosselli

La Fondazione Rosselli ha acquisito nel 2000 l'Archivio e la Biblioteca di Nello Rosselli, sino ad allora conservati dalla Famiglia nello studio di Nello presso la sua villa l'Apparita a Bagno a Ripoli.

La conoscenza di questo archivio contribuirà ad approfondire gli studi su periodi e avvenimenti che a partire dal Risorgimento, si dipanano attraverso la I guerra mondiale, la nascita del fascismo e del movimento antifascista, la condizione della comunità ebraica in esilio, la II guerra mondiale sino al dopoguerra.

Visita il sito dell'Archivio Rosselli

bentornata realtà. il nuovo realismo in discussione

Il 19 e il 20 novembre si terrà a Roma, presso la sede della Fondazione Rosselli, Palazzo Corsini, via della Lungara 10, il convegno "Bentornata Realtà. Il nuovo realismo in discussione".

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