Wireflow
La progettazione di prodotti e servizi digitali è un processo. Abbiamo affrontato la questione in più di qualche numero.
Sotto il cappello della UX (o l’ombrello, come diceva Dan Willis in queste slide realizzate con quel font un po’ così) ci sono più competenze e più ambiti. Ogni azienda oggi ne privilegia un aspetto, chi quello più visuale, chi quello più di ricerca, chi quello più organizzativo e contenutistico, chi quello più tecnologico. In ogni caso per ottenere un buon risultato tutti gli aspetti devono essere ben equilibrati. La buona riuscita di un progetto digitale necessita della collaborazione di tutti.
Si può realizzare la schermata più bella, usabile e attraente del mondo, ma se ci mette quel decimo di secondo in più a caricarsi abbiamo perso la maggior parte degli utenti. Possiamo realizzare la schermata più bella, usabile e attraente del mondo, che si carica alla velocità della luce, ma se non contiene quello che interessa agli utenti, nel migliore dei casi gli utenti saranno andati via alla velocità con cui si è caricata la schermata. Nel peggiore, saranno andati via con un elevato senso di frustrazione associato all’azienda, al prodotto o al servizio.
Come ci suggeriscono i tanti libri e articoli sull’argomento il processo legato alla realizzazione di un prodotto digitale si può riassumere così:
- Ricerca e Comprensione
- Ideazione e organizzazione
- Prova e test
- Realizzazione
In ogni fase bisogna comunicare e documentare i passaggi, in modo che tutti possano dare il proprio contributo al meglio. Chi fa ricerca e individua un problema da risolvere dovrà mostrarlo e spiegarlo a chi dovrà progettare i passaggi, che ne permetteranno la risoluzione. Chi progetta i passaggi dovrà chiarire quali sono gli elementi con cui l’utente dovrà interagire, e così via, fino alla realizzazione di un prototipo — il “come potrebbe essere” quello che stiamo facendo.
Due degli strumenti che si usano più spesso per mostrare e documentare come dovrà funzionare qualcosa sono i wireframe e i flussi. I flussi intesi come diagrammi di flusso, flowchart; task flow, legati al flusso di azioni di una singola attività; user flow, legati al percorso che un utente compie attraverso un’applicazione (web o mobile).
I wireframe si utilizzano per mostrare idee di layout, documentare la struttura, la gerarchia delle informazioni e le funzionalità di una schermata. I flussi si utilizzano per mostrare i passaggi con cui si arriva a una certa schermata e i movimenti che l’utente compie (o potrebbe compiere). Qualcuno adotta anche altri sistemi, partendo con documenti di solo testo. Tempo fa Noah Stoker, product designer di Creative Market, ha condiviso il suo approccio che prevede l’utilizzo di Paper di Dropbox.
Entrambi (wireframe e flussi) sono utili a migliorare la comunicazione all’interno del team e aumentano la velocità di interazione. I wireframe sono un ottimo modo per mostrare lo scheletro di un layout, ma non descrivono le interazioni e cosa dovrebbe succedere, sopratutto quando si progettano servizi digitali con molti contenuti dinamici, che appaiono a seconda dell’interazione dell’utente. I flussi sono un ottimo modo per documentare interazioni che prevedono più passaggi e diversi percorsi, ma non mostrano le informazioni presenti sulla schermata che possono influenzare il successo dell’interazione. Negli ultimi anni è emerso una combinazione dei due, i wireflow. Con i wireflow, quando una schermata cambia a seconda delle azioni di un utente, è più facile documentare mostrando i passaggi in flusso.
I wireflow uniscono i pregi di wireframe e flussi, riducendone i difetti. Il termine è stato introdotto dalla Nielsen Norman Group, che ne da questa definizione:
Wireflows are a design-specification format that combines wireframe-style page layout designs with a simplified flowchart-like way of representing interactions.
Tool
Negli ultimi anni è nato più di qualche tool con l’obiettivo di supportare i progettisti in questa fase del lavoro. Uno prende proprio il nome di Wireflow; Protoio ha realizzato Overflow, che si integra con Sketch, Figma e XD. Da segnalare anche Whimsical, che permette di creare, direttamente dal browser flowchart, wireframe, mappe mentali e post-it (digitali, chiaramente). Un altro tool che funziona da browser è Flow Map, che permette di creare site map, user flow e presto anche customer journey map e personas.
Riferimenti
- Wireflows: A UX Deliverable for Workflows and Apps, di Page Laubheimer, NNGroup
- User flow is the new wireframe, di Alexander Handley, UXDesign.cc
- Wireflows: When, Why & How to Use Them, dal blog di webkeyz
- An Introduction to Interaction Flows, di Havana Nguyen, UXPlanet.org
- UX Glossary: Task Flows, User Flows, Flowcharts and some new-ish stuff, di Naema Baskanderi, UXPlanet.org
- How I Design with Dropbox Paper or How the UX Plan was Born, di Noah Stokes
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