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# 023 — 20/05/18 · Vai alla versione web

Stai leggendo un numero di Dispenser.Design, una newsletter domenicale su design, tipografia, web e dintorni. In ogni numero c’è un post, un’intervista, tre link e un font che valeva la pena segnalare.

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In questo numero riprendo e riedito un mio articolo di qualche tempo sulla griglia di Marber (progettata negli anni ’60 per le copertine della casa editrice inglese Penguin). C'è poi un'intervista a Stefania Quattropani (una delle relatrici del Creative Dot che si svolgerà a Catania il 25 e 26 Maggio), tre link e un font che valeva la pena segnalare.

La griglia di Marber


Nel 1960 Germano Facetti l'art director della casa editrice inglese Penguin nota i lavori di un giovane grafico freelance polacco, realizzati per l'Economist. Dopo avergli commissionato un paio di copertine gli affida il restyling della collana Crime1.

Il grafico polacco si chiama Romek Marber e per la collana Crime di Penguin realizza uno dei più noti, apprezzati e longevi layout, progettando quella che subito (o quasi) diventa la griglia di Marber2. L’equivalente nel graphic design del bosone di Higgs, del blu di Klein, dell'orinatoio di Duchamp. Quelle cose che prima avevano un nome e poi a un certo punto necessitano di un cognome.

Prima di Marber le copertine della collana Crime erano rimaste invariate per 25 anni, basate sul design tipografico di Edward Young con il Gill Sans e perfezionato poi da Jan Tschichold3.

Nel redesign, Marber ha mantenuto alcuni elementi del progetto di Young, il colore verde, una certa continuità con il Gill Sans usando l'Akzidenz Grotesk. Riduce però lo spazio del testo lasciando all'immagine i due terzi della copertina.

Facetti fu così ispirato dal design di Marber che in seguito lo applicò ai romanzi e poi anche ai libri di saggistica della Pelican (sempre del gruppo Penguin). Alla fine, il layout di Marber divenne il layout standard per l’intera gamma di tascabili Penguin4.

Per il lancio della nuova collana Crime, Marber progetta 20 copertine e dopo aver definito la griglia tipografia si concentra sulle immagini, con l'obiettivo di sintetizzare in pochi elementi le storie e le atmosfere dei libri5.

Le immagini, come la griglia, diventano un elemento distintivo della collana, come ricorda proprio Marber, in un intervento al meeting annuale della Penguin nel 2007, raccontando i retroscena e gli inizi della sua collaborazione con la casa editrice inglese6:

La maggior parte del lavoro l’ha svolto la griglia […] Credo che le immagini delle 20 copertine iniziali abbiano svolto un ruolo determinante nel forgiare l'identità della collana crime. La griglia era importante come elemento razionale di controllo. La coerenza delle immagini ha contribuito, tanto quanto la griglia, all’unità delle copertine, e l'uso di immagini scure e ombrose ha dato alle copertine un aspetto “crime”.


Per approfondire:

  1. Penguin Crime, Eye Magazine ↩︎
  2. Il template della griglia di Marber, dal sito di Paul Murray ↩︎
  3. Book Cover Design: A Case Study of Penguin Books, The Writers Academy ↩︎
  4. A Brief History of the ‘Marber Grid’ – The layout that changed book covers forever, The Book Design Blog ↩︎
  5. Una raccolta di copertine della serie Crime, su Flickr ↩︎
  6. Penguin by Illustrators: Romek Marber, Creative Review ↩︎
Crime Peunguin

Due esempi di copertine della serie Crime progettati da Romek Marber

Intervista a Stefania Quattropani


Stefania Quattropani è originaria della provincia di Siracusa. Ha studiato e vissuto tra Catania, Urbino e Milano.

Adesso vive a Edimburgo, dove lavora come designer presso un'azienda di FinTech.

Stefania sarà una degli ospiti della quarta edizione del The Creative Dot, il 25 e 26 Maggio a Catania.

Link
Behance • InstagramTwitter · Twitter Blueroom


Una cosa positiva e una cosa negativa della città in cui vivi.

Nonostante sia una capitale, Edimburgo è talmente piccola che puoi muoverti a piedi (se non sei pigro). Queste dimensioni ridotte in ambito creativo sono positive perché riesci a conoscere tutto il network di designer della città. Una città piena di opportunità che mi sta aiutando a crescere professionalmente.

A volte mi sta un po’ stretta per la quantità limitata di eventi e intrattenimento (creativo e non).


Che lavoro fai?

Da un paio di mesi sono designer in un'azienda FinTech UK occupandomi del design di prodotti e servizi digitali per banche e assicurazioni.

Parallelamente lavoro come freelance su progetti di brand identity ed editoria.


Qual è stato il percorso (di studi e lavorativo) che ti ha portato a fare quello che fai?

Ho studiato graphic design a Catania ed editoria d'arte a Urbino, sviluppando un amore incondizionato per la stampa, la tipografia e la carta.

Subito dopo la laurea mi sono spostata a Milano lavorando prima in una casa editrice, poi come freelance per un piccolo studio di comunicazione.

Collaboro tuttora con loro ma volevo qualcosa in più quindi ho deciso di buttarmi in una nuova esperienza in UK. Sono arrivata a Edimburgo proseguendo la mia attività di branding ed editoria, successivamente ho collaborato con alcuni studi di grafica, aziende e start-up sia nell'ambito della stampa che del web.


Come si svolge la tua giornata tipo?

Prima sveglia alle 7:00. Snooze. Snooze. Snooze. Alle 8:00 decido di alzarmi. Colazione, schiscia triste del supermercato sotto casa e direzione ufficio. Le mie 8 ore vanno via tra un caffe e un altro, meeting e design review. A volte riesco a tagliarmi la mia oretta di training e studio negli orari d’ufficio.

Fortunatamente qui sono abbastanza flessibili e a volte torno freelance lavorando in pigiama sul divano di casa.

Dopo le 17:30 la mia giornata può variare: vita sociale, palestra, pizza e serie tv, divano e social media scrolling, studio e roba nerd.

Tra la roba nerd, il mercoledì solitamente meeting con i Blueroom, un collettivo di designer amanti del stampa e della tipografia. È piacevole incontrarsi anche solo per sfogliare un nuovo magazine o un nuovo libro arrivato a uno di noi. Ma lo scopo del gruppo è progettare qualcosa di concreto come mostre, workshop o meetup.


È come ti aspettavi? Una cosa positiva e una cosa negativa del tuo lavoro.

Non è come mi aspettavo. È decisamente meglio e continua a piacermi ogni giorno di piu perché ogni progetto è diverso dal precedente ed è sempre una nuova sfida.

La cosa negativa è che anche in un progetto teoricamente “finito” riesco sempre a trovare qualcosa da cambiare e migliorare.


Dove e a cosa vorresti lavorare tra 5 anni?

Questa è proprio una domanda da colloquio! :)

Solitamente rimango vaga. Anche perché 5 anni fa non avrei pensato di essere a Edimburgo. E un anno fa non avrei pensato di lavorare sul design di prodotti digitali. Non escludo nulla. Non sappiamo come la tecnologia e la mia mente evolveranno tra 5 anni.


Due siti e/o due app, per te, fondamentali.

Uber e Revolut. Non potrei vivere senza. Viaggiando spesso, queste due app sono fondamentali. Sono l’esempio di come la tecnologia ha cambiato il nostro modo di vivere. E lo ha migliorato.

Uso Uber spesso anche a Edimburgo nonostante abbia l’abbonamento dei mezzi mensile, ma la bellezza è che ho l’autista entro qualche minuto e arrivo a destinazione in un decimo del tempo. È questo è utile anche quando sei in vacanza e vuoi ottimizzare i tempi.

Revolut la uso anche per spostare soldi dal conto italiano a quello UK. La ricarico in un attimo e posso girare il mondo senza perdermi in banconote, monete, cambi di valuta non aggiornati e roba del genere.


Cosa stai leggendo?

Adesso sto leggendo 1984 di George Orwell in inglese edito dalla Penguin. L’ho comprato tempo fa solo per la copertina geniale di David Pearson ma è rimasto solo un oggetto decorativo da esporre. Un giorno ho deciso di iniziare a leggere libri non tecnici in inglese e 1984 fa parte di questi.


Manuja Waldia

Le copertine dei libri di Shakespeare →


Le illustrazioni di Manuja Waldia per le copertine della serie Pelican dedicata a Shakespeare nel 2016.

Paul Share

Le copertine di Paul Sahre →


Una raccolta di copertine realizzate dal grafico americano Paul Sahre.

Pocket Penguins 


Il sito della collana Pocket di Penguin dedicata ai classici, ridisegnata nel 2016.

Font della settimana


Lettera


Lettera di Lineto

 

Lettera è una famiglia di font progettata da Kobi Benezri e distribuita dalla type foundry svizzera Lineto. Prende il nome dall'iconica macchina da scrivere della Olivetti, Lettara 22, realizzata da Mario Nizzoli.

Ispirazione del Lettera è stato il Candia, un font realizzato da Josef Müller-Brockmann negli anni ’70, sempre per Olivetti, che però ha avuto vita breve.

Lettera è disponibile in tre pesi, in versione text e in versione monospaziato.

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