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#SPEGNI LA RADIO
Buon Fine Settimana 🌈 Radio Radicale o la RAI? Il servizio pubblico dovrebbe farlo la RAI. Ecco perché dovremmo - con dolore - smettere di finanziare Radio Radicale con soldi pubblici. Dovremmo essere noi privati cittadini a salvarla. Se davvero ci teniamo
Il Paganini non Ripete nr. 120 ritorna dopo la pausa per ricordare Giuliano Gennaio - PNR 119 - con le immagini del futuro, architettura, design, arte, e tutto quello che migliorerà le nostre vite. E la Road to the Future...
Paganini non Ripete Vol. II
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ANALISI DELLA SITUAZIONE I   Un gruppo di tifosi politicizzati ha esposto in Piazza Loreto uno striscione inneggiante al Duce Mussolini. Ci hanno fatto un favore, ricordandoci che la libertà di cui godiamo non è mai garantitaLa via per la Società Aperta è ancora molto lunga. 

ANALISI DELLA SITUAZIONE II   Insulti e ululati razziali non sono bastati a far sospendere la partita di Coppa Italia tra Milan e Lazio. Si conferma quanto detto sopra. A parole ricordiamo il 25 Aprile e sosteniamo i diritti e le libertà individuali. Nei fatti anteponiamo interessi di varia natura a quelli che dovrebbero essere i nostri principi. Come possono crescere le nuove generazioni? 

ANALISI DELLA SITUAZIONE III   Radio Radicale rischia di rimanere senza convenzione con il Governo (ottenuta nel 1984 senza gara) per esercitare il servizio pubblicoCosì almeno dice il delegato all’editoria. Ma senza questa convenzione e senza ulteriori cambiamenti l’emittente legata al Partito Radicale difficilmente potrà sopravvivere.

PREMESSA   Nutro un grande affetto per Radio Radicale. Sono stato un assiduo ascoltatore, oggi lo sono meno per ragioni di tempo. Molti dei miei interventi pubblici sono stati coperti e raccontati da Radio Radicale, così come molte delle iniziative che ho contribuito ad organizzare, sin dai tempi della European Liberal Youth (2004), della Gioventù Liberale (2003), e della Scuola di Liberalismo (ancora oggi), solo per citare le più corpose. 

PERCHE’ E’ IMPORTANTE?   Radio Radicale ha svolto per decenni la funzione di servizio pubblico che la RAI, non svolgeva, presa dal delirio di potenza commercialeCosì Radio Radicale ha trasmesso (e archiviato) le sedute del Parlamento, del CSM, dei congressi e delle riunioni dei partiti, e di qualsiasi movimento o associazione politica. Ma oggi, nel 2019, lo Stato ha il dovere di continuare a finanziarla essendo mutate parecchio le condizioni? 

IL RUOLO DELLO STATO   Si tratta di stabilire il ruolo dello Stato, del servizio pubblico, delle emittenti pubbliche (RAI). Perché affidare questo ruolo ai privati?

OLTRE LE EMOZIONI   Invece, stiamo assistendo ad un dibattito fondato sulle emozioni e sulle convenienze di chi in Italia, nel tentativo di far dimenticare le proprie malefatte politiche e mediatiche, si nasconde (e si pulisce la coscienza) celebrando il ruolo di Radio Radicale e perpetuando l’anomalia. 

LA RAI   C’è già un servizio pubblico finanziato con risorse pubbliche direttamente dai contribuenti ed anche con il sostegno privato della pubblicità. 

RADIO RADICALE   Perché allora, occorre una emittente privata, per altro legata ad un Partito politico che per molto tempo è stato rappresentato in Parlamento? 

LA RAI NON FA   tutto quello che dovrebbe fare, per lasciare una funzione a Radio RadicalePerché? E’ una domanda che noi contribuenti dobbiamo porre a chi ci governa, soprattutto a coloro che si ripromettono di riformare il servizio pubblico e non lo fanno. 

PERCHE’ PAGARE DUE VOLTE?   Finanziando Radio Radicale di fatto, noi contribuenti, attraverso lo Stato, paghiamo due volte per un servizio pubblico che dovrebbe fornire unicamente la RAI

GIORNALI E TV   ricevono agevolazioni pubbliche. E' un modo sbagliato di garantire la pluralità dell’informazione. Si dovrebbero mantenere da soli, attraverso le vendite e le inserzioni. Questo vale ancora di più nel contesto attuale, in cui ci sono fonti e canali di informazioni nuovi e più immediati che, proprio per la loro natura, ci pongono semmai altre sfide. 

SE AMIAMO RADIO RADICALE   dobbiamo impegnarci a tenerla in vita senza finanziamenti pubblici, come succede in altri paesi, persino con le emittenti pubbliche. Troppo facile lodarla quando a mantenerla è lo Stato. 

SE VOGLIAMO RIFORMARE LA RAI   e sarebbe ora, dobbiamo pretendere che faccia servizio pubblico (a cominciare da quello concertistico). 

PS   Al rischio di apparire impopolare, preferisco la coerenza, con gli stessi principi che dovrebbero animare ciascun liberale. Le facili emozioni di chi nasconde i problemi sotto la sabbia non seminano mai la libertà dei cittadini.  

Buona settimana dal Poggio di Leo  🙏
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