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È uscito il secondo libro di Walimohammad Atai, una storia vera
Il martire mancato. Come sono uscito dall’inferno del fanatismo 

L’incredibile avventura di un giovane afghano fuggito all’orrore del fanatismo talebano e arrivato in Italia dopo un rocambolesco viaggio.

"Questo libro è la descrizione più minuta, più inquietante, più approfondita, più precisa, di cosa è stata ed è tuttora la scuola internazionale del terrorismo fondamentalista. Ci racconta dove è nata, come è nata, perché è nata. Bisogna leggerla per capire dove siamo tutti e perché siamo arrivati a questo punto. Tutti è la parola giusta, perché dalle righe di Atai emerge che, in molti modi, “noi c’entriamo”, anche se non ne siamo consapevoli". (Giulietto Chiesa)

Walimohammad Atai, nato in Afghanistan nel 1996, si è occupato di diritti umani sin da piccolo, seguendo le orme di suo padre, medico e oppositore politico ucciso dai talebani. Dopo aver aperto una scuola laica nel suo villaggio viene accusato dai talebani di essere una spia degli infedeli e, dopo un attentato nei suoi confronti a cui è miracolosamente sopravvissuto, decide di fuggire dall’Afghanistan; ottiene asilo politico in Italia, dove inizia un capillare lavoro di informazione e dialogo interreligioso e interculturale. Fondatore dell’associazione FAWN (Free Afghan Women Now) per la difesa dei diritti delle donne afghane. Laureato in Scienze della mediazione linguistica in Italia, attualmente studia Scienze politiche presso l’Università di Pavia. È  direttore di tre centri d’accoglienza nella provincia pavese, lavora come interprete e traduttore giurato per tribunali, commissioni territoriali, carceri, questure e ministeri.  Scrive articoli per Pressenza ed altri media.

è freschissimo di stampa anche
Mosaico Indigeno 

“I testi qui riuniti sono frammenti di un mosaico il cui soggetto è la realtà indigena brasiliana contemporanea. Il libro nasce dall’esigenza di far circolare informazioni meno superficiali e stereotipate riguardanti le etnie presenti in Brasile. Soprattutto, si spera che i lettori prendano coscienza del fatto che i popoli indigeni hanno preservato intatta la foresta amazzonica fino ai nostri giorni, che sono nostri contemporanei, che hanno molto da insegnare a coloro che hanno trasformato la terra in un tossico immondezzaio.”

Nata in Umbria nel 1947, nel 1977 Loretta Emiri si è stabilita nell’Amazzonia brasiliana, dove per diciotto anni si è prodigata nella difesa dei diritti dei popoli indigeni. Quattro anni e mezzo li ha vissuti con gli indios yanomami, esperienza questa che l’ha segnata profondamente. In seguito, organizzando corsi e incontri per maestri indigeni, ha avuto contatti con varie etnie e i loro leader. Ha pubblicato il Dicionário Yãnomamè-Português, il libro etno-fotografico Yanomami para brasileiro ver, la raccolta poetica Mulher entre três culturas. In italiano ha scritto i libri di racconti Amazzonia portatile, Amazzone in tempo reale, A passo di tartaruga – Storie di una latinoamericana per scelta, Discriminati, oltre al romanzo breve Quando le amazzoni diventano nonne.

esce in formato epub il successo editoriale di Atai Walimohammad
Nuove uscite

Gli eletti

Silvia Nocera

Ogni giorno un inizio

Cinzia Cassanelli

 

Extinction rebellion e la rivoluzione ambientale

Fiorella Carollo
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