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Notizie da Fondazione Homo Viator - San Teobaldo
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Cari Amici e Amiche pellegrini,

Vi ringraziamo per la numerosa presenza a "Pellegrinando per Via" il 27 settembre scorso. Siamo stato felici di rivedere, in presenza, moltissimi di Voi!
Continua la scoperta della Donne nelle Terre Bibliche grazie alla collaborazione con l'Associazione Presenza Donna di Vicenza...

L’ultima regina del Regno Crociato
𝗦𝗜𝗕𝗜𝗟𝗟𝗔 𝗗𝗜 𝗚𝗘𝗥𝗨𝗦𝗔𝗟𝗘𝗠𝗠𝗘
(Gerusalemme 1160 - Acri 1190)
Settant'anni dopo la morte di Giustiniano, i persiani invasero da est l’impero romano d’oriente, e nel 614 Cosroe II conquistò Gerusalemme. Ma c’era un altro nemico all’orizzonte: le tribù arabe del deserto che, spinte dalla predicazione di Maometto, invasero la Palestina e nel 634 presero a loro volta Gerusalemme.
Nei quattro secoli successivi, l’Occidente cristiano, alle prese con l’avanzata arabo-islamica nel Mediterraneo e con i nuovi assetti feudali del continente, lasciò al loro destino i luoghi santi. Ma all’inizio del secondo Millennio l’aria cambiò e i potenti d’Europa insieme al Papa decisero di restituire Gerusalemme alla cristianità. Fu l’epoca delle crociate e nel 1099 la città santa tornò cristiana. Il Regno Latino, con capitale Gerusalemme, durò meno di un secolo e fu retto da un’unica dinastia, che iniziò con Goffredo di Buglione e suo fratello Baldovino I, e terminò nel 1187 con la regina Sibilla, che era la loro tris-nipote.

In mezzo, ci furono altri quattro re e un’altra regina, Melisenda, che di Sibilla era la nonna. Le leggi dinastiche del regno consentivano infatti anche alle donne di accedere al trono, ma a due condizioni: che non ci fossero eredi maschi e che prendessero per marito un uomo d’armi capace di guidare gli eserciti crociati. Comunque le regine “regnanti” erano loro, e i mariti potevano essere associati al trono come “re consorti”. Fra Melisenda e Sibilla c’era però una profonda differenza: la prima, non avendo fratelli, era stata allevata per essere regina.



I suoi 15 anni da sovrana, pur non tutti di pace, furono straordinari, e a lei si deve la realizzazione di un progetto visionario, che ancora oggi possiamo ammirare: la grandiosa basilica che riunì i tre siti più sacri della cristianità, il Sepolcro di Gesù, il Calvario e l’ipogeo dove erano stati rinvenuti i resti della croce. Donna di potere, di cultura e di fede (il suo libro di preghiere, noto come il suo Salterio, è l’opera d’arte più ammirata del medioevo crociato) Melisenda, giunta l’età, lasciò a fatica il regno a suo figlio, padre di Sibilla. Sibilla invece non era nata per essere regina.

Aveva un fratello cui spettava la successione, ma il giovane si ammalò di lebbra e quando si capì che questo re non sarebbe durato a lungo, la vita di Sibilla divenne una questione di stato. In prime nozze le fu dato in sposo un nobile che nel giro di un anno la rese madre e la lasciò vedova. Quanto al secondo marito, Sibilla decise di sceglierlo da sé. E scelse l’uomo sbagliato: Guido di Lusignano, condottiero scarso e ancor più scarso stratega. Salendo al trono nel 1186 Sibilla assicurò che non lo avrebbe incoronato re consorte. Invece lo fece, in una fastosa cerimonia al Santo Sepolcro, dimostrando insieme spregio degli accordi e pochissima lungimiranza. Si avvicinava in quei mesi lo scontro finale con l’esercito di Saladino che, con la vittoria ai Corni di Hattin del 1187, si sarebbe aperto la strada per Gerusalemme. Nella disastrosa ritirata crociata si tentò la riconquista della città di Acri, sotto le cui mura Sibilla, regina “regnante” per un anno e ultima sovrana a sedere su un trono a Gerusalemme, trovò la morte nel 1190. (AL)

Per saperne di più:
Giuseppe Ligato, Sibilla regina crociata, Bruno Mondadori, 2005
Katherine Pangonis, Queens of Jerusalem, W&N Weidenfeld & Nicolson, London 2021 (edizione inglese)
👉puoi chiederli in prestito alla biblioteca di Presenza Donna (www.presdonna.it)
 
Immagine: La regina Sibilla incorona il marito Guido di Lusignano, miniatura sec. XV
Bibliothèque Nationale, Parigi

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