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Notizie da Fondazione Homo Viator - San Teobaldo
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Cari Amici e Amiche pellegrini,

nel ritrovarci dopo qualche giorno di riposo, vi invitiamo alla lettura di un'interessante intervista a don Raimondo Sinibaldi a cura di mons. Antonio Bollin, pubblicata sulla rivista Catechesi (5/2021):

"LE VIE CONSOLARI ROMANE E LE GRANDI VIE DEL COMMERCIO VALORIZZATE, NEL CORSO DEI SECOLI PASSATI, PER LA DIFFUSIONE DEL VANGELO"

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Prosegue la scoperta delle Donne nelle Terre Bibliche con la preziosa collaborazione dell'Associazione Presenza Donna nell'anno del suo 25°. Oggi vi presentiamo:
 
TEODORA
(Costantinopoli 500? - 548)
L’enigma della sovrana dai due volti  
 
Fu vera gloria? Quella di Teodora, intendiamo, l’imperatrice che nella prima metà del VI secolo  aveva governato accanto al marito Giustiniano su un impero bizantino che andava dal limes danubiano ai confini persiani, dalla Spagna meridionale all’Africa mediterranea e alle terre adriatiche fino a Ravenna. Aveva avuto una adolescenza turbolenta, attrice di circo di dubbia fama e discutibili costumi, ma una volta sposata, nessuno aveva potuto dire più niente. Una coppia legata a doppio filo, in piena sintonia di intenti, spregiudicata quel tanto necessario a governare popoli e culture così diversi.
Opportunisti, forse, ma nello stesso tempo Teodora e Giustiniano furono regnanti illuminati. Lui con il riordino legislativo di tutto il diritto romano, quello che col nome di Corpus Iuris Civilis é ancora oggi alla base della civiltà giuridica dell’Occidente. Lei, promotrice di grandi opere della cristianità, prime fra tutte, a Costantinopoli, la riedificazione della basilica di Santa Sofia e la chiesa dei Santi Apostoli, oggi scomparsa, che si dice abbia ispirato San Marco a Venezia.
Si deve probabilmente all’influenza di Teodora, anche la legislazione di Giustiniano in favore delle donne in materia di dote, quarto vedovile, divorzio e successione, compresa l’abrogazione della norma che vietava ai ceti più abbienti di sposare donne di estrazione servile, incluse attrici e prostitute.
Teodora, da imperatrice, forse mai raggiunse la Palestina, ma non fece mancare a quelle terre sante le sue attenzioni, tenendo contatti con vescovi e monaci locali, e inviando doni e reliquie, fra cui una croce preziosa a Gerusalemme e un frammento della vera croce alla venerata città di San Sergio in Siria, poco distante da Racca, divenuta poi tristemente famosa come roccaforte dell’ISIS.
Nel 548, con la morta di Teodora, strappata da un tumore devastante all’affetto del sovrano, che la aveva chiamata “piissima consorte dataci da Dio”, anche Giustiniano e il suo impero si avviano verso il declino.
Fino al IX secolo, l’immagine di Teodora resterà immutata, regale e splendida come è raffigurata a Ravenna nei celebri mosaici di San Vitale, datati poco prima della sua morte. Tuttavia già allora circolava un libello, “Carte segrete”, scritto da Procopio di Cesarea, storico e diplomatico dalle alterne fortune che presentava Giustiniano come avido e succube, e Teodora come corrotta e perversa: insomma una vera coppia criminale. L’astio che percorre il racconto e la morbosa pruderie di alcune sue pagine, hanno consentito al testo di rimanere noto fino ai nostri giorni. È grazie o purtroppo, a seconda dei punti di vista, a causa di questo libro se Teodora è divenuta sinonimo di una donna libertina e senza scrupoli, quale ancora oggi molti la considerano. (AL). 
 
Per saperne di più:
Giorgio Ravegnani, Teodora. La cortigiana che regnò sul trono di Bisanzio, Salerno editrice 2017
Procopio di Cesarea, Carte segrete, Garzanti 2008
Chiedili in prestito alla biblioteca di Presenza Donna (www.presdonna.it)
 
Foto:
*L’imperatrice Teodora, mosaico sec.VI, chiesa di San Vitale, Ravenna

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